La Sposa giovane

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Recensione di Ylenia Désirèe Zindato.

Da generazioni, la leggenda narra, che ogni componente della Famiglia se ne vada di notte, senza eccezione alcuna.

Sembra tuttavia che alle prime luci del giorno quasi ci si dimentichi di essere mortali, e ci si goda obbligatoriamente ogni istante quotidiano, dalle lunghe colazioni abbondanti al gesto ordinario di pettinarsi i capelli. Modesto, il maggiordomo, garantisce con cura e precisione l’osservanza di ogni abitudine, di ogni rituale, rispettandolo col rigore della ripetizione, affinché ogni giorno sia meravigliosamente uguale.

Non c’è spazio per  l’imprevedibile e si riceve ogni cosa come necessaria, se non persino voluta senza saperlo. La Sposa giovane, promessa in moglie di un Figlio che sta lontano e che si attende, viene accolta come ci fosse sempre stata.

Eppure è faticoso abituarsi all’abitudine senza perderne il senso, ma vivendo ogni cosa come fosse la prima volta, con coraggio, passione e dedizione per non perdersi, in gesti sospesi, in risposte senza domande, in frutti mezzi sbucciati, sapendo che alla fine non lasciamo tracce nel nostro cammino e che le cose, le persone, le idee si offrono a noi come agli altri e non importa tutto quello che abbiamo voluto farci star dentro.
E nella notte tutti cercano di salvarsi.

Alessandro Baricco sa bene quello che fa perché lo fa tutti i giorni, con un stile ricco e fuori dal tempo, non sfugge ai manierismi se pur non privi di sostanza. Sono i personaggi a voler parlare, raccontare e si servono di lui, per farci vivere la bellezza che si cela dietro uno sguardo e una semplice bocca.

VOTO: 

 

 



Ylenia Désirèe Zindato
The Author

Ylenia Désirèe Zindato

Filosofa con un debole per il teatro brechtiano e per le olive.

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