Mamma torna a casa

[section_title title=”Recensione di Simona Comi.” style=”section-title”]

Mamma torna a casa è la storia di una bussola che avevi in tasca e di un Nord che hai sempre cercato.

È il racconto delicato di una perdita che è così grande da essere quasi impercettibile, un altro modo di stare al mondo. È la delicata vicenda di un uomo e di un bambino che scambiano la realtà con l’immaginazione e la consapevolezza con la pazzia. È un racconto che ti capisce e non ti consola, per chi ha il cuore annebbiato e per chi è cresciuto in fretta.
Il grande pregio della graphic novel Mamma torna a casa è quello di mettere a nudo un dolore con semplicità, ed è anche quello di conciliare forza e debolezza, di una leggerezza disarmante.

Di parole ce ne sono poche, ma bastano le immagini sospese, i colori, le maschere e il titolo.

Ci si sente sopraffare come quando, persi in un ricordo, si realizza all’improvviso che non si può tornare indietro.

Una domanda ricorre spesso (nel testo): dove sei?  Alla quale poi si aggiunge (nella tua testa): e tu dov’eri?

Tu non sapevi nemmeno di avercela la bussola.

VOTO:  

Lascia un commento