Prima lezione di italiano L2

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di Giorgia Papagno.

E così è giunta l’ora di tenere la vostra prima lezione di italiano L2. Forse siete in possesso di una certificazione, avete frequentato un corso di didattica, o semplicemente per qualche fortuita coincidenza vi siete ritrovati a dovervi, ahimé, improvvisare insegnanti.

Affrontare una classe per la prima volta non è una passeggiata, e non esiste manuale, dispensa o lesson plan che possa arginare l’emozione, talvolta il panico, e l’imprevedibilità che travolgono spesso il docente di lingua alle primissime armi.

Potete considerare questo piccolo breviario basato sulla mia rocambolesca esperienza personale come un’amichevole soffiata da collega a collega nella speranza che possa aiutarvi a superare quegli scogli e quegli interrogativi per cui spesso la conoscenza della teoria non basta.

# IL CONTESTO

La lingua e le sue infinite variabili e varianti si realizzano in un contesto, ben più ampio di quello classe. Una tale affermazione, nonostante possa suonare scontata, deve essere invece il punto di partenza per una riflessione sul metodo didattico che intendente adottare. In che contesto insegno? L2? LS? In che misura la mia classe è quotidianamente esposta alla lingua italiana? In che ambiente avviene questa esposizione? Avere chiare le risposte a questi quesiti vi aiuterà sicuramente a capire le necessità dei vostri studenti e ad orientarvi verso le scelte didattiche più opportune.

# BISOGNI E NECESSITÁ

Qualsiasi individuo si avvicina ad una lingua straniera per un motivo, e conoscerlo attraverso un dialogo aperto con i propri studenti è di vitale importanza per progettare un percorso che soddisfi bisogni concreti e aspirazioni della classe mantenendo alto il livello di motivazione.

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Consiglio pratico: somministrate ai vostri studenti un questionario riguardo alle motivazioni che li hanno portati a seguire un corso di italiano e alle aspettative riguardo ad esso e discuteteli insieme. Nel caso di una classe di adulti scarsamente scolarizzata o alfabetizzata svolgete oralmente l’attività attraverso domande semplici, tentando di comprendere in quali contesti gli studenti desiderano utilizzare la nostra lingua. Ecco un esempio di questionario adatto ad una classe A1-A2 in contesto L2.

SEGUO IL CORSO DI ITALIANO PER…

Lavorare 1          2         3         4        5
Leggere libri 1         2          3         4        5
Leggere giornali
Guardare la tv
Guardare i film
Conoscere nuovi amici
Parlare in casa
Parlare fuori casa


# PROGRAMMAZIONE ED ELASTICITÁ

Avere una tabella di marcia paramilitare nella programmazione è cosa buona e giusta. In classe non si improvvisa, e bisogna tenere sempre conto del fatto che un’ora di lezione vi richiederà almeno altrettanto tempo da dedicare alla progettazione. Ma ricordate che non state addestrando un plotone o correndo una maratona a velocità supersonica trascinando con la forza un manipolo di alunni fuori forma. Prestate attenzione alle reazioni e agli umori della vostra classe e siate sempre pronti ad aggiustare il tiro, rivedere e in caso stravolgere completamente i piani.

Consiglio pratico: discutete a cadenze regolari il gradimento delle attività svolte da parte dei vostri studenti. Chiedete sempre l’opinione della classe riguardo al lavoro proposto e utilizzatela per modellare il percorso che avete progettato.

# SCELTA DEL MATERIALE DIDATTICO

Se «ogni cosa è illuminata», ogni cosa può diventare materiale didattico. Nel caso aveste la fortuna di poter scegliere e adottare un libro di testo per il vostro corso sceglietelo con cura e dopo aver preso confidenza con la classe, documentatevi il più possibile, consultate docenti più esperti e, perché no, provate a svolgere voi stessi gli esercizi proposti dai vari manuali. Soprattutto, non limitatevi al mero utilizzo del testo stesso. Il libro offre sicurezza allo studente quanto al docente, che spesso delega al famigerato tomo la progettazione del proprio percorso; il manuale è solo uno tra gli strumenti a disposizione, fate in modo che non si sostituisca alla vostra figura e soprattutto alla fantasia della classe.

Consiglio pratico: chiedete ad ogni membro della classe di portare del materiale autentico e dunque non didattizzato che a suo parere merita l’attenzione della classe, e di motivare la risposta. Vi stupirete di quanto perfino un volantino promozionale del supermercato, una bolletta scaduta o uno spot televisivo dei Pavesini possa risultare stimolante e soprattutto utile.

# TEMPISTICHE

Niente è più demotivante e tedioso dei momenti morti in classe. Mentre i vostri studenti vi osserveranno annaspare tra fotocopie e pennarelli colorati nel tentativo di trovare una nuova attività da proporre la loro mente inizierà a vagare, chissà dove, e chissà in che lingua. Forse i compagni della stessa nazionalità inizieranno a chiacchierare nella propria lingua madre, qualcuno controllerà il proprio telefono, e la magia si sarà persa. Qualsiasi sia la struttura che avete scelto per la vostra lezione calcolate sempre in anticipo i tempi previsti per ogni attività, e tenetene sempre almeno due di riserva nel caso la classe si dimostri più rapida del previsto.

Consiglio pratico: un trucco per calcolare approssimativamente la durata delle attività consiste nello svolgere l’esercizio, cronometrare il tempo impiegato e poi duplicarlo, triplicarlo e così via a seconda del livello della vostra classe. Nel caso avanzi del tempo prima del termine della lezione potete proporre un gioco (ce ne sono moltissimi e sono graditi anche agli adulti!), aiutano a rilassarsi, a socializzare e a chiudere il momento didattico con brio. Due esempi di giochi didattici facilmente realizzabili e attuabili anche con classi di principianti sono Pictionary e Tabù.

# OBIETTIVI E METE

Motivare la classe è fondamentale. Motivare significa spronare e stimolare, ma significa anche offrire spiegazioni. Pensate alla vostra esperienza da studente, e ricordate quante volte davanti ad un’equazione multi incognita o a una reazione chimica vi siete disperati chiedendovi “ma a cosa diavolo mi serve questa robaccia?”

Consiglio pratico: prima di svolgere un’attività fate in modo che la classe capisca l’obiettivo e l’utilità della stessa. Portate la classe ad avere fiducia nei confronti delle vostre scelte e soprattutto della vostra persona. Terminato l’esercizio discutete il grado di raggiungimento delle mete prefissate.

# LA CORREZIONE DELL’ERRORE

Non è mia intenzione mettere pressione psicologica, ma le scelte che effettuerete riguardo al metodo o ai metodi di correzione dell’errore saranno cruciali per il raggiungimento o il fallimento delle mete linguistiche fissate, e sicuramente rappresentano una delle maggiori fonti di dubbio e incertezza per l’insegnante poco esperto. Il metodo che adotterete determinerà in buona misura l’apprendimento e l’interiorizzazione di determinati contenuti da parte della classe e, se la saggezza popolare ci insegna che sbagliando si impara, dovrete fare in modo che il momento della correzione diventi un’occasione di crescita e confronto per l’intera classe e soprattutto per voi. Ricordatevi che non esiste solamente la penna rossa e soprattutto che a seconda dell’età, del livello e soprattutto della cultura di appartenenza dei vostri studenti la reazione psicologica alla correzione sarà differenziata e in alcuni casi problematica.

Consiglio pratico: esistono diverse tipologie di errore e altrettante tipologie di correzione; tenete un registro personale degli errori ricorrenti per capire se occorre un intervento di recupero o rafforzamento e scegliete la tecnica di correzione in base all’obiettivo linguistico e/o culturale dell’attività.

plate-106588_640Adottate un sistema grafico vario e colorato che risulti di facile e rapida comprensione per lo studente e mantenetelo per tutta la durata del vostro percorso. In particolare l’utilizzo di diversi colori ha un impatto positivo con gli studenti scarsamente alfabetizzati.

Ad esempio potete scegliere di utilizzare il verde per un errore ortografico, l’arancione per un errore nella scelta del tempo verbale, il giallo per un errore di genere e così via; in questo modo gli studenti inizieranno a differenziare le diverse categorie grammaticali.

Il vademecum termina qui ma il Gramma-team è tutt’orecchi: raccontaci la tua prima esperienza di insegnate di lingua o di italiano L2/LS, saremo felici di condividerla.


Giorgia Papagno
The Author

Giorgia Papagno

Docente ita L2, creazione di materiale didattico.