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About Giorgia Papagno

Docente ita L2, creazione di materiale didattico.

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Di Giorgia Papagno.

Una scheda di rinforzo per livello A2 o di ripasso per un B1 per esercitare il passato prossimo e l’utilizzo corretto degli ausiliari parlando di disavventure. Contiene un’attività di ascolto, una comprensione orale ed una breve produzione scritta. Perfetta anche da assegnare come compito individuale sia in contesto LS che in contesto L2.

Scarica in download gratuito la scheda e l’attività didattica “Disavventure”.
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Giorgia Papagno
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Docente ita L2, creazione di materiale didattico.

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Di Giorgia Papagno.

In questo breve estratto di una conversazione tra Gillian Cross e Daniel Hahn si discute l’impatto assolutamente unico che le nostre prime letture d’infanzia hanno sul nostro sguardo verso il mondo. Da adulta ho spesso vissuto esperienze che mi hanno ricordato qualcosa di già sperimentato, di già percepito in qualche inspiegabile modo, proprio attraverso i libri consumati durante l’infanzia. Si parla spesso di lettura critica e consapevole, ma credo che essa non possa esistere se alla base non esiste già un terreno di quella lettura che i due autori definiscono immersiva, quella lettura magica e totalizzante che più o meno consapevolmente influenzerà il nostro immaginario e la nostra predisposizione verso la vita, dagli aspetti più semplici a quelli più complessi.

Personalmente ancora non riesco a separare la mia infanzia da quella della mia sorella spirituale Prisca Puntoni!

G.C: I bambini leggono in una maniera differente rispetto agli adulti… Se pensi ai libri che amavi quando eri bambino, che ricordi molto bene, che hai riletto spesso, e ora che ora forse potresti leggere con un approccio critico, ma i bambini leggono in modo molto partecipato.

D.H.: Credo che formino il tuo immaginario mentale in un modo che i libri letti successivamente non possono fare.

G.C.: Se dovessi pensare ad un libro che ha fatto questo per te, un libro di cui diresti “si, questo è il libro della mia infanzia”?

D.H.: Potrei menzionarne 50, non uno solo, ma ci sono molti elementi del loro mondo con cui sento familiarità, quel certo mondo che percepisco come un luogo in cui sono stato e non come una semplice narrazione che posso ricostruire, questo capita soprattutto con i libri illustrati, con cui avviene quel tipo di lettura immersiva che avviene con la ripetizione, e c’è anche un sentimento di scoperta, le cose sono, com’è ovvio, molto più frequentemente nuove se hai sei o dieci anni.

G.C.: Inoltre quando si è bambini non si è ancora plasmato il proprio mondo… Ad esempio, io so per certo che uno dei miei libri chiave è The Secret Garden, non solamente perché è un libro stupendo ma perché il mio intero concetto di primavera e l’esperienza di essa gli sono legate, e ciò vale ancora oggi e ogni volta che lo rileggo riesco a vedere nuovi elementi che hanno contribuito a formare il mio modo di percepire il mondo […].

Gillian Cross è una delle più amate autrici di letteratura per l’infanzia del Regno Unito, vincitrice di numerosi premi del settore e curatrice di molte riedizioni di classici (tra cui quella de Il Giardino Segreto).

Daniel Hahn è un saggista, autore per l’infanzia, traduttore, nonché uno degli editor della serie The Ultimate Book Guide, una raccolta di vere e proprie guide ricche di consigli di lettura per i più giovani. Recentemente ha pubblicato The Oxford Companion to Children’s Literature, in cui sono raccolte più di 3.500 voci suddivise per genere, spaziando dalle fiabe tradizionali ai fumetti e ai racconti di fantascienza.



Giorgia Papagno
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Di Giorgia Papagno.

L’Uda, basata quasi totalmente su attività interattive di roleplay, promuove la socializzazione e il problem solving ed è particolarmente stimolante per classi di universitari o giovani lavoratori abituati agli spostamenti e alla vita in appartamenti condivisi.

Il microcosmo che si forma durante queste esperienze di vita, soprattutto in ambiente internazionale, è sempre ricco di sorprese, alcune bellissime e alcune sgradevoli, anche dovute alla differenze culturali, linguistiche e legate allo stile di vita del singolo.

Attraverso l’Uda gli studenti dovranno simulare, seguendo le indicazioni, la ricerca di un nuovo coinquilino, accordandosi sulle caratteristiche preferibili e su quelle da evitare, appropriandosi di nuove personalità e motivando le proprie scelte.

Le attività, replicando una situazione reale, mettono in campo un’ampia serie di competenze grammaticali e lessicali all’interno di un contesto ludico che ne facilita il reimpiego creativo (descrivere personalità, abitudini e hobbies, esprimere pareri personali, lessico della casa… ) per studenti di livello A2 in contesto LS/L2.

In fondo all’articolo troverete delle immagini che potranno esservi utili.

SCARICA LA SCHEDA “Il coinquilino ideale: attività di role play”
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Di Giorgia Papagno.

TRE PROPOSTE PER LA DIDATTIZZAZIONE E IL REIMPIEGO DI PUBBLICITÁ AUTENTICA. DALLA CASSETTA DELLA POSTA AL BANCO.

Per il nostro appuntamento settimanale con la didattica dell’italiano L2/LS ho scelto di condividere degli spunti per tre attività ludiche, stimolanti e low cost da proporre in classi A1-A2. Per realizzarle vi serviranno solo delle forbici, un bel malloppo di pubblicità e tanta fantasia.

Quest’estate, rientrata in patria dopo un periodo all’estero, ho ritrovato la mia cassetta della posta in fase pre-esplosione: due copie del catalogo Ikea, annunci immobiliari, bollette ahimè scadute, solleciti di pagamento di bollette scadute, volantini del supermercato e brochure di agenzie di viaggio…

Armata di pazienza mi sono messa a dividere la posta indesiderata da quella da conservare pensando all’enorme spreco di carta e risorse che giornalmente ci viene riversato addosso senza apparente utilità. Ho poi pensato all’enorme spreco di carta e risorse che giornalmente riverso addosso ai miei studenti tra fotocopie, stampe e lunghissime ricerche online: così ho cercato un modo creativo per reimpiegare con le mie classi quella che per molti è spazzatura, didattizzando quanto rinvenuto nella mia cassetta postale.

  • MEMORY DELLA CASA / c’è – ci sono

Questa attività, semplicissima e veloce, ha sempre molto successo e può essere svolta in una classe di italiano come di qualsiasi altra lingua straniera. Da un catalogo di arredamento (consiglio quello Ikea perché è ricchissimo di colori e dettagli) si selezionano due fotografie per ogni ambiente della casa.

Gli studenti vengono divisi a coppie e ad ognuno viene fornito un foglio bianco suddiviso in tre colonne (numero, elemento, qualità) ed una fotografia.

Ogni turno della competizione è diviso in tre fasi:

A Ogni studente osserva la propria fotografia per 30 secondi, la gira ed annota sul foglio tutti gli elementi di arredamento che ricorda.

B Lo studente osserva la propria fotografia per 25 secondi, la gira ed aggiunge il numero degli elementi (es. tre sedie, due lampade, etc.).

C Lo studente osserva la propria fotografia per 20 secondi, la gira ed aggiunge un aggettivo per ogni elemento (colore, dimensione… ).

Allo scadere del tempo le coppie si scambiano le fotografie, in modo che lo studente A disponga della propria tabella e della fotografia dello studente B.

Ognuno utilizzando la propria tabella formulerà frasi del tipo: NELLA MIA FOTOGRAFIA CI SONO DUE SEDIE ROSSE. Il compagno dovrà verificare l’effettiva presenza degli elementi e apporre una crocetta per ogni categoria corretta, per un totale massimo di tre punti per voce. Vince lo studente che ottiene più punti.

  • LA CASA PERFETTA (da svolgersi in classi numerose)

All’interno di una unità didattica sul tema della casa le attività che simulano la ricerca di un appartamento sono immancabili.

Io ho scelto di ritagliare diversi annunci immobiliari di varie tipologie di abitazioni (monolocali, ville in campagna, grandi appartamenti in centro, etc.), e di assegnarne uno ad ogni membro della classe. Gli studenti, in base al proprio annuncio, sono invitati a scrivere un breve profilo di un possibile inquilino o acquirente riflettendo sulle caratteristiche dell’abitazione (es. villa al mare con piscina in affitto = famiglia numerosa cerca abitazione in affitto per le ferie estive).

Terminata questa fase si uniscono dei banchi su cui si dispongono gli annunci immobiliari come in una vera e propria vetrina. L’insegnante raccoglie i profili scritti dagli studenti e li ridistribuisce in ordine casuale. Ognuno deve collegare il proprio profilo all’abitazione che secondo lui è più adatta e motivare la propria scelta.

  • PER LA MIA RICETTA OCCORRE…

Per svolgere al meglio questa attività ludica è necessaria una buona dose di “art attack”. Infatti dovrete impegnarvi a ritagliare una grande quantità di volantini del supermercato, nello specifico generi alimentari di base.

Consiglio di proporre questo gioco ispirato dal classico della mia infanzia “il lupo mangiafrutta” come integrazione ad un’UdA a tema culinario, durante la quale gli studenti avranno lavorato alla stesura di una ricetta secondo la modalità che preferite (moltissimi manuali propongono attività di questo tipo).

Ad ogni membro della classe vengono affidati 15 “ingredienti fotografici” che non vengono mostrati ai compagni. Si dispongono i banchi in fila in modo che ognuno possa sedere di fronte ad un compagno e scalare rapidamente.

Gli studenti, con la loro lista della spesa, scritta sulla base della ricetta su cui hanno lavorato, dovranno raccogliere gli ingredienti necessari domandandoli al compagno che si ha di fronte utilizzando diversi modelli di interrogative a seconda dell’elemento grammaticale che si desidera esercitare.

ES: STUDENTE 1: Per la mia ricetta ho bisogno di quattro mele, ne hai / le hai / ce le hai?

      STUDENTE 2: SÌ– NON le ho / ce le ho / ne ho. Io invece ho bisogno di…

Dopo ogni scambio di domande si scala cambiando coppia. Vince chi per primo raccoglie tutti o il maggior numero di ingredienti della propria lista.

Come sempre questi spunti possono essere modificati a seconda del vostro estro (e di quello della vostra classe). Consiglio di archiviare i materiali ordinatamente in un raccoglitore suddiviso per tema e/o attività, aggiungendo delle schede con il regolamento (mi è capitato spesso di ritrovare delle vecchie flashcards e non ricordare come fossero state utilizzate!) o delle schede di osservazione sulla risposta delle vostre classi che vi aiuteranno a capire come utilizzare al meglio il materiale, calcolare le tempistiche delle attività e in caso modificarle.

Se avete proposto delle simili attività didattiche con materiale autentico ai vostri studenti o avete nuove idee da suggerire aspetto come sempre i vostri commenti!


Giorgia Papagno
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Di Giorgia Papagno.

Il video della domenica

In una conversazione tra bibliofili sentirete spesso dire che “il libro è molto meglio del film”.

La trama è stata tagliata, la psicologia dei personaggi non è stata scavata a fondo, alcuni tra quelli minori sono magicamente scomparsi dall’intrigo, i dialoghi hanno perso umorismo o tragicità.

Insomma, non c’è scampo per chi legge il libro prima di guardare la pellicola per poi lamentarsi uscito dal cinema. A me è accaduto con Espiazione di Ian McEwan, autore di cui vi ho parlato la scorsa domenica.

E nonostante si sia perfettamente consapevoli di andare incontro ad una delusione, e si sappia che si finirà in un bar a disprezzare più o meno celatamente l’amico entusiasta che al contrario di noi non ha letto il libro per lanciarci in un’infinita apologia della carta stampata, non possiamo resistere alla tentazione e continuiamo imperterriti ad assistere alle trasposizioni cinematografiche dei nostri romanzi preferiti.

In questo spassosissimo finto trailer di un presunto film d’azione dal titolo The book was better than the movie: The Movie realizzato dal duo comico americano Fatawsome un tranquillo padre paffuto intento a leggere insieme al figlio si ritrova catapultato in uno scenario alla Inception.

Quali versioni cinematografiche hanno scatenato il vostro disappunto? E quali invece vi hanno entusiasmato?


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Recensione di Giorgia Papagno.

La magia dell’imparare un idioma straniero risiede anche nello scoprire parole che da sole definiscono concetti smisurati ed imprevedibili, e che nella nostra lingua materna richiederebbero una perifrasi meno incisiva o suggestiva.

In alcuni vocaboli sembra nascondersi l’essenza di una cultura e di una società, il rapporto di essa con l’amore, con la natura, con la vita nelle sue mille sfaccettature, tanto che un abitante della Groenlandia vi descriverà la caduta di soffici fiocchi di neve come quanipaalat.

Qualche giorno fa in uno dei miei infiniti raid domenicali in libreria mi sono imbattuta in Lost in Translation, un delizioso libretto in cui la  giovane traduttrice ed illustratrice Ella Frances Sanders, edito da Marcos y Marcos, propone una selezione di 50 parole evocative ed intraducibili. grammateca-lost-in-translation-Parole che, solitarie, riescono ad esprimere esperienze ed emozioni complesse, o disegnare la personalità di un individuo e le sue strane abitudini (acquistare libri in modo compulsivo senza leggerli in giapponese si dice tsundoku sono sicura che tra di voi ci sia qualche colpevole!).

Consiglio questo piccolo gioiello a tutti quelli che spesso guardano il mondo pensando che “non ci siano parole per descrivere…” così che possano ricredersi.

Grazie a Lost in Translation d’ora in poi, quando appena prima di partire per un nuovo eccitante viaggio sentirò una leggera tachicardia causata dall’ansia e dall’aspettativa, saprò che sto provando resfeber.



Giorgia Papagno
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