Author Archives: Simona Comi

About Simona Comi

Editor, docente di lingua.

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Di Simona Comi.

Il famoso brano Singin’ in the rain di Gene Kelly recita:

I’m singin’ in the rain/ Sto cantando sotto la pioggia
Just singin’ in the rain/ sto solo cantando sotto la pioggia
What a glorious feeling/ che meravigliosa sensazione
I’m happy again/ sono di nuovo felice
I’m laughing at clouds/ sto sorridendo alle nuvole
So dark up above/ che sono lassù tutte scure
The sun’s in my heart/ il sole è nel mio cuore
And I’m ready for love/ e sono pronto per l’amore

Il titolo del libro Facebook in the rain di Paola Mastrocola, e la storia che viene raccontata, mi fanno proprio pensare a questa canzone.

Dopo una vita semplice e piena accanto al marito, Evandra rimane vedova ed inizia per lei una nuova vita.
La figlia è lontana e ad Evandra, casalinga in un piccolo paesino del centro Italia, non resta che recarsi tutti i giorni al cimitero per riempire le sue giornate e continuare, in qualche modo, a passarle insieme al marito.

Quando la bella stagione finisce e la pioggia la costringe a restare in casa, Evandrà dovrà trovare un altro modo per tenersi occupata; così l’amica Rosalena le parla di Facebook e la convince a creare un profilo, il seguito è facile da intuire.

In Facebook in the rain, la pioggia svolge la stessa funzione che svolge nella famosa canzone che tutti canticchiamo, ha potere purificante e salvifico.
Grazie alla pioggia Evandra scopre uno strumento moderno per una donna d’altri tempi che la aiuta ad allontanare la solitudine, a scacciare le nubi, a ritrovare il sole dentro il suo cuore e ad essere pronta, finalmente e di nuovo, per l’amore.

Just Facebook in the rain!



Simona Comi
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Simona Comi

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Di Simona Comi.

Vincitore del Premio Strega 2017 e dopo tre anni nel mio personale limbo dei libri da leggere, Le otto montagne rientra a pieno titolo nella lista dei migliori romanzi contemporanei che ho letto negli ultimi anni.

Una storia che racconta senza dubbio l’amore per la montagna, un passione familiare che ogni personaggio del romanzo vive a modo proprio e che unisce, divide e ricongiunge di nuovo il nucleo familiare.

Le otto montagne racconta anche di un’amicizia, anzi di due perché è un’amicizia tramandata di generazione in generazione, di padre in figlio così come si trasmettono geneticamente aspetti fisici o caratteriali.

La montagna è il perno attorno cui ruotano le vicende di Berio, Bruno e degli altri personaggi. Anche quando si allontanano da Grana, luogo in cui è principalmente ambientato il racconto, c’è sempre un’altra montagna a contornare la storia.
Oltre la montagna, nulla. Gli avvenimenti che accadono in città restano grigi, superficiali e di poco conto. Tutto è teso verso l’alto.

Oltre al racconto dell’amicizia tra i due ragazzi, al rapporto che entrambi i giovi hanno con il proprio padre, due grandi figure, le madri, si impongono silenziose e si ergono a custodi delle relazioni e di se stesse, della propria integrità, del proprio modo di essere donna in un mondo di uomini.

In Le otto montagne la scrittura è fluida, i dialoghi convincenti e intensi quanto il silenzio che è palpabile quanto quello che troviamo passeggiando da soli in un bosco, quanto quello che rimbomba nelle nostre orecchie mentre percorriamo le otto montagne di cui è fatta la nostra vita.


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Di Simona Comi

La vita per me è tutta all’esterno.
E se l’ufficio di Rua dos Douradores per me rappresenta la Vita, questo secondo piano dove alloggio, nella stessa Rua dos Douradores, rappresenta per me l’Arte.
Sì, l’Arte che alloggia nella stessa strada della Vita, però in un luogo diverso; L’arte che allevia dalla Vita senza alleviare dal vivere, e che è tanto monotona quanto la Vita, ma soltanto in un luogo diverso.
Sì, questa Rua dos Douradores abbraccia per me l’intero senso delle cose, la soluzione di tutti gli enigmi, posto che esistano enigmi; fatto, questo, che non può avere soluzione.

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Sono rientrata da poco da un intenso viaggio a Lisbona, in cerca d’acqua e di pensieri. Di fronte al Tago, tra le ruas di una coloratissima Lisbona, ho recuperato un po’ del senso che aveva perso, guidata per mano e nello spirito da Fernando Pessoa, eroe cittadino.

Lisboa fa rima con Pessoa, e non c’è vicolo, libreria o bar che non racconti di lui così come lui ha raccontato di Lisbona.

Sono partita con in mano il Livro do Desassosego, il Libro dell’Inquietudine, una sublime raccolta, una sorta di diario, delle abitudini di Bernardo Soares, uno degli eteronimi dello scrittore. Ogni volta che spirava forte il vento dell’Atlantico, aprivo a caso una pagina del diario, scoprendo che era lì pronta una risposta per me.

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Non c’è trama, spiega Antonio Tabucchi nella prefazione al libro; si può immaginare il romanzo «come un mazzo di carte capace di essere letto in infinite combinazioni».

Alcune di quelle carte e di quelle combinazioni erano le mie.

Ogni riflessione suggerita dal contabile Bernardo Soares è una stretta allo stomaco, una verità sulla nostra fragile e complessa natura umana, sull’arbitrarietà dei nostri pensieri, sul desassosego ancorato alle nostre anime.

Ho ripercorso in lungo e in largo Rua dos Douradores cercando i perché di Pessoa e solo voltando l’angolo, alla fine della strada, sbirciando con la coda dell’occhio il mio cammino, ho visto di nuovo me stessa, con il libro in mano, accingermi ad attraversare la stessa strada.

Penso a volte che non uscirò mai da questa Rua dos Douradores. E se lo scrivo, mi sembra l’eternità.


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RECENSIONE DI SIMONA COMI.

L’inizio è facile da individuare. Eravamo al sole, vicino a un cerro che ci proteggeva in parte da forti raffiche di vento. Io stavo inginocchiato sull’erba con un cavatappi in mano, e Clarissa mi porgeva la bottiglia – un Dumas Gassac del 1987. L’istante fu quello, quella la bandierina sulla mappa del tempo.

Ian McEwan non è uno dei miei scrittori preferiti e ho letto L’amore fatale molto tempo fa. Ho il ricordo di una lettura faticosa, claudicante e lenta, ma a distanza di anni, complice il delirio di un trasloco, mi ritrovo questo libro di nuovo sotto il naso.

Risfogliandolo, ho trovato moltissime sottolineature che, contrariamente al mio ricordo, sono per me un vero e proprio indice di gradimento e di citazione in citazione, mi sono sorpresa a rileggerlo.

Come si legge dall’incipit del romanzo, «L’inizio è facile da individuare» e quell’inizio è l’esatto momento in cui la vita di Joe Rose cambia, travolta dall’ossessione di Jed Perry.
La trama de L’amore fatale è piuttosto semplice, la follia di Jed invece è intricata e attorcigliata come i rami di un albero d’ulivo.

Descritta con lucida fermezza, l’ossessione di Jed ci pervade e inquieta mentre sfalda tutto ciò che sappiamo sull’amore. Un’ossessione che rivela l’ipocrisia di una vita velata di menzogne inconsapevoli, che palesa l’illusione e la forzatura delle affinità emotive.

Come scrive lo stesso McEwan: «l’innamoramento è sempre un’esperienza estrema».

Afferrato dal barattolo un altro colore a matita, ho preso a sottolineare tutto quello che a vent’anni, immune al disincanto, non avevo saputo vedere.

Ora ci ritrovammo in uno spazio di due metri cubi, seduti l’uno a fianco dell’altra in un certo senso, e in un certo senso, e la questione della nostra divergenza appariva inaffrontabile. Le lanciai un’occhiata e la vidi triste e bellissima. Chissà se la tristezza era invece soltanto la mia.



Simona Comi
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Utilizza la scheda didattica La Mesopotamia e i Sumeri di italstudio per apprendenti non italofoni.
I focus dell’attività sono la comprensione scritta e l’ampliamento del lessico relativo alla disciplina storia.

Il tempo previsto per lo svolgimento dell’attività e di circa 1,5/2 ore. Gli ultimi minuti della lezione possono essere dedicati ad attività ludo didattiche per rinforzare l’apprendimento del lessico quali anagrammi, cruciverba o zuppe di parole!

Scarica la scheda La Mesopotamia e i Sumeri cliccando sul pdf in basso.

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Come fa una gocciolina d’acqua nata da una sorgente ad arrivare al mare?

Questa attività didattica di italstudio è pensata per aiutare gli alunni non italofoni a comprendere il viaggio del fiume dalla montagna fino al mare.

L’insegnante dovrebbe prevedere e aggiungere un momento iniziale di attivazione delle preconoscenze degli alunni.

I focus dell’attività sono la comprensione del testo, l’apprendimento del lessico e la produzione orale.

Per l’attività 6 si consiglia di fare disegnare, colorare e ritagliare una gocciolina a ciascun bambino che la trasporterà dalle montagne fino al mare!

Il Viaggio del fiume si conclude con una verifica finale.

Scarica l’attività Il Viaggio del fiume in pdf.

italstudio-geografia-VIAGGIO-DEL-FIUME-grammateca



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