La Nouvelle Vague al cinema ritrovato

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di Emanuela Pugliese.

C’è un posto magico, in Italia, e precisamente a Bologna, dove il cinema, quello puro, quello vero, riprende vita, torna a respirare. Grazie al lavoro di restauro e di recupero del patrimonio cinematografico mondiale, la Cineteca di Bologna si impegna a diffondere cultura attraverso le immagini, e i grandi registi del passato e del presente.

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Il cinema ritrovato è una delle tante rassegne che costituisco la multiforme realtà della Cineteca. Celebri i film proiettati in versione restaurata: solo per citarne qualche titolo: Il gattopardo di Luchino Visconti, Dial M for murder di Alfred Hitchcock, Roma città aperta di Roberto Rossellini, The gold rush – La febbre dell’oro di Charles Chaplin.

La nuova stagione si apre con un maestro del cinema francese: François Truffaut. Il film in questione è I quattrocento colpi (titolo originale Les 400 coups), una pietra miliare della Nouvelle Vague.
400-colpi (3)Primo film di Truffaut, I quattrocento colpi è «il film più libero del mondo», così lo definisce Jean-Luc Godard. Il cinema francese è totalmente presente in queste scene; il cinema francese è, in una parola, François Truffaut.
Protagonista è un quattordicenne svogliato, che non ha voglia di andare a scuola, di studiare. Antoine Doinel sa fare bene una cosa: correre il più possibile, andare lontano da una società che vuole solo reprimerlo, e andare incontro al mare che, paradossalmente, bloccherà la sua inarrestabile corsa… Doinel vive tutti i disagi della sua età: in bilico tra infanzia e adolescenza, si atteggia da adulto, fumando sigari e frequentando bordelli. Marina la scuola, va alle giostre, ruba i soldi della nonna e una macchina da scrivere. E, con l’innocenza di un quattordicenne, allestisce un altarino in onere di Balzac, sperando così di migliorare il suo francese.
Proiettato più di cinquant’anni fa (la prima proiezione risale al 1959 al Festival di Cannes), I quattrocento colpi è un film assolutamente attuale, tanto è coinvolgente e appassionante.
L’idea di Truffaut, difatti, era quella di realizzare un film dai toni ambiziosi e sinceri. Sinceri perché si ispirava alla propria vita di adolescente complicato, e ambiziosi perché per la prima volta voleva portare sul grande schermo la vita di un ragazzino, come il cinema non lo aveva mai fatto. Inoltre, il film non sarebbe un capolavoro assoluto, se non fosse stato per Jean-Pierre Léaud, interprete perfetto per il personaggio di Doinel.1964890_4100187839225_259079892_n
Poiché non vogliamo svelare più niente riguardo al film (ci sembra di aver detto troppo!), vi invitiamo a consultare la pagina web de Il cinema ritrovato per sapere qual è la sala che lo proietta più vicina a casa vostra oppure, a fare un salto nella città dei tortellini.


Simona Comi
The Author

Simona Comi

Editor, docente di lingua.

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